Facebook sta costruendo in gran segreto il suo smartwatch. Il lancio è programmato per il prossimo anno. 

Alcuni indizi autorizzano ormai a dichiarare ufficialmente aperta la corsa per catturare i nostri dati attraverso il polso. E visto che i dati sono il petrolio dell’era digitale, è lecito aspettarsi guerre imminenti per la conquista di questa nuova energia. 

Il primo indizio: a fine agosto 2020, Amazon annuncia il suo Halo Band, un braccialetto colorato dal prezzo popolare di 99 dollari che cattura dati sulla qualità del nostro sonno, su come ci muoviamo e sulle performance della nostra attività fisica, oltre che su battito cardiaco e respirazione. 

Secondo indizio. Sotto Natale, Google ha ricevuto dalla Commissione europea il via libera per finalizzare l’acquisizione del popolare Fitbit per 2,1 miliardi di dollari.

Illuminante il commento della commissario Ue per la concorrenza, Margrethe Vestager: “Possiamo approvare la proposta di acquisizione perché gli impegni sottoscritti assicureranno che il mercato degli indossabili e lo spazio nascente della salute digitale rimangano aperti e competitivi. Gli impegni determineranno come Google potrà usare i dati raccolti per finalità pubblicitarie, come l’interoperabilità tra gli indossabili concorrenti sarà salvaguardata e come gli utenti saranno in grado di condividere le informazioni riguardanti salute e fitness, se lo vorranno”.

L’obiettivo dei tech titan è, come sempre, la cattura dei nostri dati personali. E per estrarli non servono costose piattaforme oceaniche: basta allacciare al polso di milioni di utenti un braccialetto o uno smartwatch.

L’agenda di Zuckerberg oltre allo smartwatch

Secondo il sito The Information, Mark Zuckerberg da qualche tempo medita di entrare nel mercato dell’hardware. Non solo con il suo Oculus, ma anche con altri device in arrivo.

Non è un segreto che il social da 2,5 miliardi di utenti impieghi più di 6mila dipendenti su vari progetti di realtà aumentata e virtuale a sostegno di divisioni hardware già esistenti come Oculus, il più famoso tra i visori 3D, e Portal, il dispositivo per videochiamate da inserire nel salotto di casa.

Nonché iniziative sperimentali sotto la sua divisione Facebook Reality Labs, dove si studia anche una evoluzione “leggera” di Oculus sotto forma di occhiali smart, sulla scia degli Halo Frames firmati da Amazon.

A cosa serve il nuovo smartwatch di Facebook

Il futuro orologio intelligente avrà connettività cellulare in grado di gestire i messaggi che arrivano attraverso i servizi di Facebook e ovviamente si occuperà del monitoraggio dei nostri dati di salute, altri contenuti in arrivo nel mercato della digital health e dal wellness.

Ci sono ancora dubbi su quale sistema operativo userà il nuovo device. Non è escluso che i programmatori di Facebook costruiscano un sistema operativo proprietario.

Le altre opzioni sono Google Wear, che fa capo al mondo Android, oppure Wear Os, sviluppato da Apple. Ma i recenti scontri tra Mark Zuckerbeg e il colosso di Cupertino darebbero valore all’ipotesi di un sistema operativo nato in casa, che andrebbe ad abilitare anche device come i nuovi auricolari Oculus. 

Dopo aver cliccato miliardi di volte il “mi piace”, offrendo in questo modo a Facebook uno straordinario mezzo per profilare gli utenti attraverso gusti e tendenze.

Chi si metterà al polso lo smartwatch porgerà su un piatto d’argento alla stessa azienda i dati sulla salute e sulle abitudini motorie.

In questo modo il cerchio si chiude. Per la gioia del digital marketing in grado di raggiungerci con sempre rinnovate proposte commerciali.



Wednesday, February 24, 2021





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